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Terapia Chirurgica della
Incontinenza Urinaria Femminile
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Università degli Studidi MIlano
II Cattedra di UrologiaDirettore Prof Andrea Guarneri, MD
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Colporraffia anteriore e/o Plicatura secondo Kelly La colporraffia anteriore e’ stata una tecnica largamente utilizzata come trattamento della incontinenza urinaria da sforzo quando associata a discesa (prolasso) contemporanea sia della vescica che della uretra. E’ minimamente invasiva e viene eseguita mediante una incisione sulla parete anteriore vaginale ma quando utilizzata da sola questa tecnica e’ efficace nel curare la incontinenza urinaria soltanto nel 20-30%dei casi. Quando invece associata al posizionamento di sling pubovaginali o transotturatori l’efficacia combinata di questo intervento mininvasivo sale al 94% Colposospensione retropubica secondo BurchIntrodotta da John Burch per la prima volta nel 1961 questa procedura per la incontinenza urinaria da sforzo ha mantenuto sin da allora la efficacia ottimale fino ai giorni nostri, tanto da essere assunta a paragone di ogni altra procedura nata per contrapporsi alla sua naturale invasività. Viene indifferentemente utilizzata per la cura della incontinenza urinaria da sforzo sia come primo intervento che nel caso di recidive con una efficacia variabile tra l’80% ed il 90%
Lo scopo di questa metodica e’ quello di supportare,stabilizzandola, l’uretra. Cio’ e’ possibile posizionando due punti di sutura per lato, in prossimità della parete vaginale, uno lateralmente all’uretra, l’altro lateralmente al collo vescicale, per ancorandoli poi al legamento di Cooper della pelvi femminile.Efficace ,ma invasivo con degenza non minore di una settimana, più doloroso degli interventi mininvasivi e con una certa propensione allo sviluppo di raccolte ematiche post chirurgiche nello spazio del Retzius.Non garantisce dalle recidive della incontinenza e/o prolasso che raggiunge il 60% dei casi a 5 anni dall'intervento. |
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